Free Haven Giorno 1

Durante la notte, nella sua dimora nella Grande Foresta, Worland Stormfire il druido sognò.

Si trovava in una pianura desolata, attorno a lui non vi era nulla. Improvvisamente, gli giunse una voce portata dal vento. “Un antico patto è stato infranto, l’equilibrio è in pericolo.” – disse la voce – “Raggiungi Sorpigal. Incontra Sir Sorpigal. Con lui ci sono delle persone, tra cui un nano e una drow. Loro sanno cosa ha infranto il patto. Parti subito.” Dopo di ciò Worland si svegliò e, dopo aver raccolto le sue cose, montò su Angel, il suo fido cavallo, e partì alla volta di Sorpigal.

 

La notte passò, e di prima mattino Reim, Altairon e Shintlara si diressero verso la casa di Robert Sorpigal, dove Torak li stava aspettando. Quindi il gruppo si incontrò con Robert Sorpigal, che cominciò a dargli le sue istruzioni, quando venne interrotto da una guardia. Questa scortava un uomo sporco e impolverato, che si presentò come Worland, e raccontò loro della sua visione.

Dopo aver sentito il messaggio del druido il gruppo, a cui si erano uniti Worland e Isabella Sorpigal, partì alla volta della capitale del regno.

 

Il viaggio proseguì per alcune ore, quando Angel cominciò a mostrare segni di nervosismo; però, nei dintorni non vi era nulla che potesse giustificare ciò. Era da poco passato mezzogiorno, quando da una fattoria videro correre verso di loro un bambino dall’aria spaventata. Il bambino disse loro che un mostro, dall’aspetto di una donna alata con la pelle rossa, aveva rapito i suoi genitori e sua sorella, e gli aveva ordinato di portare da lei il gruppo di avventurieri che viaggiava da Sorpigal a Free Haven. Raggiunta la fattoria, qui incontrarono Sersi, una demonessa. Questa disse di essere al servizio del Falco, il Signore Oscuro, e che voleva incontrarli pacificamente, per sapere cosa era successo a Timberton e cosa ci facesse Nar a Sorpigal. Dopo aver ascoltato i resoconti della compagnia, Sersi disse loro che Nar stava cercando di recuperare tre artefatti del mondo delle tenebre, il cui utilizzo era stato proibito da tre esseri dotati di grandi poteri: il Signore Oscuro, il Signore della Luce e il Signore dell’equilibrio. Disse anche a Worland che, probabilmente, fu lo stesso Signore dell’Equilibrio a inviargli la visione. Dopo che Sersi se ne andò la compagnia, dopo aver acquistato un carro e due cavalli da tiro, riprese il viaggio diretta a Free Haven.

 

Il viaggio proseguì tranquillamente fino a Rodegan, dove un violento temporale li costrinse a prendere alloggio alla “Locanda del Cervo Mannaro”.

Mentre cenavano alla locanda, tre incappucciati entrarono nel locale. Il più grosso sorreggeva un altro, mentre il terzo raggiunse l’oste. Appena l’oste vede il volto dei nuovi venuti, il suo atteggiamento cambiò: divenne immediatamente scortese, e scacciò i tre.

La compagnia si avvicinò, per vedere cosa succedeva. I nuovi venuti non erano umani, ma creature dai tratti felini: l’oste non voleva “Bestie bagnate che gli insudiciassero le stanze”.

Torak “calmò” l’oste, poi il gruppo invitò gli stranieri a mangiare con loro, per sapere qualcosa di quelle strane creature. Mentre si accomodavano, entrò anche un quarto uomo-gatto. I quattro si presentarono come Kaliin, Dalia, Malethar e Drirr, e dissero che erano diretti a Free Haven per conto del loro villaggio, posto ai confini occidentali della Grande Foresta.

 

Nel frattempo, Rivil l’elfo udì l’oste organizzare una ritorsione contro gli stranieri che lo avevano maltrattato, e avvertì il gruppo. Inoltre offrì loro ospitalità nella sua casa.

Tutti assieme lasciarono la locanda, dove non erano al sicuro, diretti verso la casa di Rivil. Successivamente vennero attaccati dall’oste e dai suoi amici, di cui ebbero facilmente ragione, facendo anche due prigionieri.

Dopo lo scontro giunse alla casa di Rivil il comandante delle guardie di Rodegan con due soldati. Dopo aver interrogato la compagnia e aver sentito parlare i due prigionieri, decise che la versione della compagnia fosse veritiera e, dopo aver preso in consegna i prigionieri, andò a “spiegare” a Jonas (l’oste) cosa pensava delle persone che provocano disordini nella sua città…

Il giorno dopo la compagnia, a cui si aggiunse Rivil, e i Rakasta, partirono nuovamente alla volta di Free Haven: poco prima di lasciare il villaggio incontrarono nuovamente l’oste e i suoi amici, con segni di percosse sul volto, che li guardavano con odio. Dopo poco tempo incontrarono anche il capitano delle guardie, con la mano fasciata…

 

Giunti a Free Haven, grazie alla presenza di Lady Isabella Sorpigal, la compagnia ottenne immediatamente udienza con i regnanti. Qui conobbero Re Richard Ironfist e una sua ospite, Caterina De Neri. Dopo aver ascoltato i resoconti dei loro viaggi, Richard Ironfist congedò loro, dicendogli di tornare il giorno successivo, perché aveva in mente un incarico adatto alle loro capacità.

Isabella alloggiò al castello, mentre al gruppo venne consigliata una locanda in centro, la Locanda Al Cinghiale. Una volta stabilitisi nella locanda Torak, Reim Worland e Shintlara decisero di compiere la missione di Shay, e di consegnare il messaggio ad Alessandro De Neri. Ottenute dall’oste le informazioni necessarie a raggiungere la villa, si incamminarono verso il quartiere finanziario in cui viveva l’uomo. Giunti alla villa, parlarono con le due guardie che dissero loro che Alessandro non riceveva nessuno, a causa di una malattia. Comunque si offrirono di consegnare un messaggio a Caterina De Neri, l’unica persona che poteva disturbarlo.

Dopo di ciò raggiunsero il resto del gruppo in biblioteca. Qui appresero che molte delle informazioni che gli servivano erano accessibili solamente tramite garanzia di poche persone importanti così si divisero nuovamente: alcuni andarono dal Re a chiedere questa garanzia, mentre altri tornarono alla locanda. Shintlara si fermo in biblioteca per effettuare alcune ricerche, e scoprire dove si trovasse casa sua.

Dopo aver ottenuto dal re una lettera per il bibliotecario, affinché desse loro la massima assistenza, tornarono alla locanda, presto raggiunti da Shintlara che giunse con aria pensierosa. La drow disse loro che aveva trovato la posizione della sua città e che, durante la sua fuga, doveva essere incappata in qualche fenomeno magico, visto che si trovava dalla parte opposta del continente.

 

Si sedettero a cenare, quando una donna di circa venti anni, dai capelli corvini, entrò nella locanda accompagnata dalla guardia della villa De Neri. La donna si avvicinò al tavolo, e si presentò come Elizabeth De Neri, e chiese loro di accompagnarli alla villa quella sera, perché Alessandro De Neri voleva parlare loro.

Dopo aver finito di cenare, il gruppo salì sulla carrozza di Elizabeth e, dopo un breve viaggio nella notte di Free Haven, raggiunse la villa. Vennero invitati ad aspettare in una biblioteca dove, seduta su un divano, stava una donna bionda di circa 25 anni, che avevano già visto al castello reale questo pomeriggio, e che si presento come Caterina De Neri. Nel frattempo Elizabeth andò ad avvertire Alessandro del loro arrivo.

Mentre parlavano con Caterina, Alessandro giunse nella stanza, su una sedia a rotelle spinta da Elizabeth. L’uomo dai capelli neri aveva circa 30 anni. Dopo aver consegnato il messaggio, “Ho nascosto un castagno vicino alla locanda. Li c’è l’indicazione sul luogo in cui sono andata”, e osservato le reazioni dei presenti (Elizabeth confusa, Alessandro e Caterina molto interessati), e aver chiesto all’uomo alcune informazioni sugli eventi correnti, il gruppo torno alla locanda, per fare un bagno e andare a dormire.

 

Durante la notte il gruppo fu svegliato da un forte rumore, proveniente dalla stanza di Shintlara.

Corsero alla porta della camera della drow, ma la trovarono chiusa. Torak, con un solo colpo della sua ascia, sfondò la porta, e loro videro questa scena: la drow stava cercando di divincolarsi dalla presa di un uomo. Come il gruppo fece irruzione nella stanza, l’uomo scagliò Shintlara contro il muro, facendole perdere i sensi. Poi si voltò verso di loro, sorridendo e mostrando dei canini estremamente appuntiti. Identificata la creatura come un vampiro, il gruppo si scagliò contro il non morto e, dopo una dura battaglia, riuscì a sconfiggerlo. Dopo essersi curati, e aver fatto ispezionare da Dalia il corpo di Shintlara in cerca di morsi del non-morto, il gruppo trovò nella stanza della drow una lettera, in cui era scritto: “sono spiacente, ma impegni improvvisi mi costringono a partire immediatamente. Firmato Shintlara.” La Drow non aveva però mai visto quella lettera, e la scrittura non era nemmeno la sua. L’oste disse loro che un cliente, alcune settimane prima, era sparito nella notte lasciando un messaggio simile, e i soldi della stanza.

Dopo di ciò, Shintlara raccolse la sua roba, e si trasferì nella camera del druido Worland Stormfire. Worland, nella notte, lanciò uno sguardo ammirato verso la Drow…

E fu così che terminò il primo giorno a Free Haven…

Free Haven Giorno 1ultima modifica: 2009-06-19T16:55:00+02:00da paolo61175
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