Free Haven Giorno 3

Il terzo giorno dal loro arrivo a Free Haven sorse…

La notte trascorse tranquillamente, e l’alba giunse sulla capitale del regno.

Dopo aver preparato i loro incantesimi, aver indossato le loro armature e preparato il loro equipaggiamento, il gruppo scese a gare colazione…

Nel salone della locanda li aspettava Robert, con una cassa gentilmente fornita dal Re.

Aperta la cassa e ottenute le armi richieste, armi perfette in argento alchemico, con abbondante riserva di capsule per incantare le armi e caricatori per le stesse, si diressero infine a fare colazione.

Dopo colazione, il gruppo si preparò per scendere nelle fogne, naturalmente non prima che Worland salutasse il suo cavallo Angel.

Scesi nelle fogne il gruppo venne attaccato da due ombre, che vennero velocemente eliminate. Purtroppo il rumore dello scontro attirò l’attenzione di altre quattro ombre, che giunsero ad attaccarli. Dopo lo scontro, anch’esso vinto dal gruppo, molti degli eroi (specialmente Shintlara) si sentivano però indeboliti dal tocco degli spiriti, e preferirono ritirarsi invece di continuare l’esplorazione. Uscendo dalle fogne scorsero numerosi movimenti, nelle tenebre: decisamente la sotto non erano soli!

 

Tornati alla locanda si fecero l’ennesimo bagno, dopodichè scesero a pranzare.

E fu mentre erano seduti a mangiare che una giovane donna (di circa 16-17 anni) dai capelli rossi e dalla buona parlantina venne a fare quattro chiacchiere con il gruppo.

La ragazza, che si presentò come Saya, disse loro che già venti anni prima, ai tempi di Re Alberico Ironfist, numerose persone scomparvero misteriosamente, e che le scomparse terminarono solamente dopo che un intera famiglia di ricchi mercanti, i Van Dam, scomparve nella notte. Disse inoltre che Jean Claude, il capofamiglia, era uno stregone, che morì poco tempo prima nell’esplosione del suo laboratorio, e che la villa della famiglia è abbandonata da allora. Lo stesso Re Alberico si occupò delle indagini.

Dopo aver consegnato al gruppo l’indirizzo della villa, Saya lasciò la locanda, dicendo che andava a vedere le nuove mercanzie al mercato.

 

Dopo il pranzo il gruppo si ritirò nelle proprie stanze, a riflettere sulle nuove informazioni, giungendo alla conclusione che la stessa Saya era sospetta.

. Decisero infine di passare il resto della giornata a riposare, e delegarono le indagini alla villa, e su Saya, al gruppo dei Rakasta, in cambio di un compenso di cento monete d’oro.

I quattro rakasta andarono alla villa, e tornarono alcune ore dopo con un sacco a spalla.

Kaliin era visibilmente turbata, e volle parlare in privato al gruppo, lontano da orecchie indiscrete.

Una volta nelle camere Drirr mostrò al gruppo il contenuto del sacco: tre teschi umani!

A detta dei Rakasta, i teschi non erano nascosti, ma erano in bella vista su un tavolo imbandito, per la precisione si trovarono nei piatti da portata: sembrava la scena di un macabro banchetto di venti anni prima…

 

Dopo aver fatto rapporto sui ritrovamenti, il gruppo dei rakasta si divise per indagare su Saya: mentre tre di loro andavano a indagare dalle guardie, Malethar si apprestò a seguire un’altra pista…

Nell’attesa del ritorno dei Rakasta, Worland e Rivil andarono a fare rapporto dal Re, e in seguito a chiedere all’attuale comandante delle guardie informazioni sulle indagini compiute venti anni prima sulla scomparsa della famiglia Van Dam. Il comandante delle guardie disse che delle indagini si occupò il vecchio comandante, Robert Du Val (lo sceriffo di Rodegan), e che le altre guardie si erano ritirate poco tempo dopo alla fine delle indagini.

Nel frattempo Altairon stava sperimentando ciò che nel frattempo aveva appreso sulla magia arcana…

 

 

Drirr, Kaliin e Dalia tornarono alla locanda alcune ore dopo, senza aver ottenuto nessun risultato: nessuno sapeva chi fosse questa Saya.

Malethar tornò poco dopo, trasportando un tizio svenuto. Disse che quel tipo li stava seguendo da quando erano andati alla villa, e che aveva deciso di interrogarlo.

Sfortunatamente, l’interrogatorio del prigioniero non portò a nulla: l’uomo fece un riferimento al suo Dio, che gli avrebbe procurato sofferenze maggiori di quelle che avrebbero potuto procurargli loro.

Infine, giunsero a una soluzione: simularono un incursione delle guardie nella locanda e permisero all’uomo di scappare, seguendolo poi di nascosto.

 

Mentre Worland rimase a curare Shintlara alla locanda, gli altri seguirono il tizio fino a un edificio abbandonato nei quartieri poveri. Mentre i Rakasta controllavano che non ci fossero uscite sul retro, gli altri entravano nell’edificio, e trovarono delle tracce che conducevano alle cantine.

Scesi nelle cantine trovarono però una brutta sorpresa: il vampiro che avevano affrontato la notte del loro arrivo a Free Haven! Lo scontro fu duro, ma alla fine il vampiro cadde, e si trasformo nuovamente in nebbia. Con una differenza, stavolta: la nebbia entrò in una cassa nel seminterrato. Avevano trovato il suo rifugio! E fu così che un paletto di legno e un’ascia posero fine alla vita del vampiro…

 

Nel frattempo, alla locanda…

Shintlara e Worland stavano parlando tranquillamente, quando la porta della stanza si spalancò e due figuri fecero irruzione, armi in pugno.

Lo scontro fu duro, ma la spada di Shintlara e la magia di Worland ebbero ragione sui due assalitori. Worland, stremato dalle ferite, crollo al suolo, prontamente soccorso da Shintlara. E fu in quell’occasione che i due si scambiarono il loro primo bacio…

Dopo il bacio, i due esaminarono attentamente i corpi trovando, oltre alle armi di qualità che i due sicari possedevano, anche uno strano simbolo sul polso: i due dovevano fare parte di qualche organizzazione.

 

Tornati alla locanda, il gruppo trovò l’oste svenuto.

Mentre Altairon prestava le proprie cure all’uomo, Rivil e Torak corsero alle camere per vedere se Worland e Shintlara stavano bene.

Mentre Torak e Rivil salivano di corsa la scala, dalla porta della locanda entrò un uomo, con al fianco una spada bastarda e un Kukri.

L’uomo si presentò come Morion,e disse di essere stato inviato da Saya per aiutarli nella loro missione.

Nel mentre il resto del gruppo si riunì nella stanza al piano superiore, e si scambiarono i resoconti dei loro incontri giornalieri.

Infine il gruppo si riunì; mentre i Rakasta andavano a controllare se le altre stanze erano sicure, il gruppo scese a parlare con il sedicente inviato di Saya, Morion.

 

Questi disse loro che era stato assoldato da Saya per aiutarli nelle indagini in corso.

Durante la cena il gruppo ricapitolò le informazioni che avevano ottenuto dall’inizio delle indagini.

Dopo la cena, ognuno raggiunse la propria stanza, per andare a riposare.

E così si concluse un’altra giornata a Free Haven…

 

Free Haven Giorno 3ultima modifica: 2009-08-20T10:16:00+02:00da paolo61175
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