Una gita tra i monti 3

Il gruppo imboccò la nuova strada, sbucando dopo pochi minuti nei resti di una fattoria, distrutta tempo prima da un incendio. La magia di Altairon gli permise di percepire la presenza del male: l’intera fattoria ne era impregnata. Si avvicinarono prudentemente alla casa, Aramil e Morion in testa, e quando giunsero nelle vicinanze il vento portò loro un forte odore di putrefazione: vi era qualcosa dietro alla fattoria…

Aggirarono le rovine della casa, e raggiunsero il retro: qui si trovarono dinanzi a uno spettacolo disgustoso: vi erano otto pali piantati nel terreno. Cinque erano occupati dai corpi senza vita dei consiglieri scomparsi, probabilmente uccisi poco dopo essere stati catturati. Iniziarono quindi a fare congetture sul perché ci fossero solo più tre pali liberi, quando i consiglieri rimasti erano quattro. Torak giurò di fare giustizia per questo orribile crimine (testuali parole: appena trovo chi ha fatto questo, lo squarto!).

Decisero di seppellire i corpi, e iniziarono a tirarli giù dai pali, quando una voce femminile giunse loro dalla foresta, e una ragazzina di circa 13-14 anni, dai capelli neri e dall’altezza simile a quella della femmina di lupo mannaro, uscì dagli alberi.

La ragazzina, che in seguito si presentò come Serena Larson, ammise di essere stata lei, assieme a suo fratello Marcus, a uccidere i consiglieri. Ma disse al gruppo anche come era cominciata questa guerra con Silvercreek (o meglio, con i suoi consiglieri)…


Tutto era cominciato sei mesi prima con la scoperta, compiuta da Rufus, che la famiglia Larson era composta da lupi mannari. Rufus avvisò il consiglio cittadino, che decise di eliminare la minaccia dei licantropi in maniera rapida. Durante la notte, i consiglieri raggiunsero la casa e, dopo aver sprangato porte e finestre, dettero fuoco alla stessa.

Donavan, il padre di Serena, riuscì a sfondare una finestra e a uscire, ma si trovò di fronte i membri del consiglio, armati di olio e torce. Serena e Marcus uscirono dietro di lui, ma il padre disse loro di fuggire. I consiglieri dettero fuoco al lupo mannaro, ma era troppo tardi per catturare anche i due figli, scomparsi tra gli alberi. Sabrina, la madre, non lasciò mai la casa…

I due ragazzi vagarono per mesi tra le montagne, indecisi sul come agire.

Ma un giorno trovarono “qualcosa” tra le montagne, che li avrebbe aiutati a fare giustizia.

Il gruppo, appreso quale fosse l’altra campana, decise che sarebbe stato più giusto cercare una soluzione diversa dall’uccisione dei due ragazzi, e che i consiglieri dovevano essere puniti, ma dalla giustizia reale, non da quella dei due giovani licantropi.

Serena accettò una tregua di quattro giorni, per permettere loro di trovare le prove del crimine e punire i consiglieri: l’unica cosa che Serena desiderava era giustizia.

Serena disse loro che nessuno degli abitanti non coinvolti nel massacro della sua famiglia aveva nulla da temere da loro, e che rimanevano solamente tre consiglieri da punire: Ran, Kira e Rupert. Ulfgar, il chierico di Moradin, era innocente.

Infine, la ragazza sparì nel bosco…

Una gita tra i monti 3ultima modifica: 2009-08-30T09:24:18+02:00da paolo61175
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