Una gita tra i monti 4

Dopo l’incontro con Serena, il gruppo raggiunse la casa di Rufus, il cacciatore trasformato in lupo mannaro da Marcus Larson…

 

Qui trovò Mariana, la moglie del cacciatore, e lo stesso Rufus!

La donna era inconsapevole di ciò che era successo, e Rufus era un’altra delle copie, che restava nella casa per impedire alla donna di scoprire ciò che era successo al marito.

Interrogato l’uomo, questi disse loro che era agli ordini dei due ragazzi. Inoltre, cosa più incredibile, disse che ricordava tutte le battaglie che aveva combattuto con loro e, riferendosi allo scontro a Silvercreek, disse che in quella battaglia lui “era in quattro”. Rufus parlava sempre di se al singolare, anche quando parlava di più copie. Avvenne anche un breve scontro tra il cacciatore (subito bloccato) e il gruppo, provocato dal lancio di un incantesimo da parte di Aramil.

In seguito, il gruppo decise di raccontare la storia in un diario, e di spacciarlo come un manoscritto di Rufus, che aveva da poco appreso a scrivere.

Infine decisero un piano d’azione:

Altairon sarebbe andato a interrogare Rupert, il Borgomastro, per sapere cosa fosse successo sei mesi prima;

Torak avrebbe invece interrogato Ran, la sarta che faceva parte del consiglio;

Shintlara avrebbe cercato di scoprire qualcosa da Kira, la sacerdotessa di St. Cuthbert;

Worland, assieme a Morion, sarebbe andato a cercare di scoprire qualcosa tra la popolazione di Silvercreek, in cerca di chiarimenti su cosa sapessero sulla tragedia dei Larson;

Aramil, per finire, sarebbe rimasto alla casa di Rufus, per preparare delle pozioni da usare nei giorni successivi…

 

Il piano venne messo in pratica…

Dopo il viaggio di quasi quattro ore, tornarono a Silvercreek al tramonto.

Subito si divisero, per svolgere i loro incarichi.

Ran, la sarta di Silvercreek, crollò subito, confessando tutto: Serena aveva detto la verità. La donna si sentiva in colpa per ciò che era successo, ed era disposta a confessare tutto dinanzi alla giustizia. Sfortunatamente Rupert non crollò altrettanto facilmente. Shintlara capì che Kira aveva qualcosa da nascondere, ma non riuscì a far confessare la sacerdotessa.

La popolazione di Silvercreek era dell’idea che la famiglia Larson era composta da brava gente, che non mancava mai alle funzioni religiose, sempre disposta ad aiutare, e che la loro morte in quell’incendio fu una tragedia terribile.

Mentre erano seduti nella locanda, a discutere delle informazioni ottenute, Krystal (la femmina di corvo, famiglio di Aramil) sfrecciò nella locanda…

 

Due ore prima (circa), nel bosco…

Aramil si sedette al tavolo da pranzo con Rufus e Mariana.

Rufus disse all’elfo: “Dimmi una cosa, elfo.” – la donna crollò al suolo, svenuta – “cosa ti fa pensare che tornerai a casa vivo?”

Dopo di ciò il cacciatore iniziò a trasformarsi, e Aramil si alzò di scatto ed estrasse lo stocco d’argento che aveva al fianco. Rufus disse che sarebbe stato una buona cena, e lo scontro cominciò!

 

Mediante l’incantesimo “Spruzzo colorato”, Aramil riuscì ad accecare il licantropo, dopodichè lui e Krystal (il suo famiglio, una femmina di corvo) si avventarono sul licantropo. Purtroppo, il mostro si rivelò troppo forte per loro, che non erano guerrieri, così fuggirono nel bosco, subito inseguiti dal lupo mannaro.

L’inseguimento proseguì nelle tenebre per alcuni minuti, quando in lontananza Aramil vide la luce di un fuoco da campo: c’era qualcuno nel bosco!

L’elfo mandò Krystal in esplorazione, per scoprire chi ci fosse nel bosco, e nel frattempo si diresse in quella direzione, sempre inseguito dal licantropo.

Krystal vide un accampamento in cui un coboldo stava seduto vicino al fuoco, preparando la cena…

 

Aramil, ricevuta questa informazione, si diresse nella direzione dell’accampamento, e sbucò dinanzi al coboldo (anzi, alla cobolda), che immediatamente impugnò una lancia e uno scudo. Quando Aramil disse che era inseguito da un lupo, la cobolda si mise in posizione per ricevere la carica, dicendo all’elfo di mettersi alla sua destra…

E il lupo mannaro entrò nella piccola radura…

 

Lo scontro fu abbastanza breve…

Il lupo mannaro azzannò Aramil, causandogli una ferita profonda;

La cobolda colpì al fianco il lupo mannaro, causandogli una profonda ferita;

Aramil scagliò le sue fiamme magiche (mani brucianti) contro il licantropo;

Nuovamente il lupo mannaro azzannò Aramil, ferendolo ancora più gravemente di quanto già non fosse;

La lancia della cobolda mancò il suo avversario, mentre Aramil si metteva al sicuro dietro alla cobolda;

Il lupo mannaro si scagliò allora contro la cobolda, che si difese egregiamente grazie al suo scudo.

Dopo questo ultimo attacco del lupo mannaro, dalla foresta risuonò un rumore come di un tuono, e una profonda ferita squarciò il fianco del lupo mannaro, che cadde al suolo, morto.

Dal sottobosco uscì un altro coboldo, questa volta un maschio, che impugnava una strana asta di metallo, da cui usciva un filo di fumo…

 

I due coboldi, che si presentarono come Xiras (che sosteneva di essere uno scienziato) e Crizia, dopo aver puntato su Aramil le loro armi, chiesero all’elfo chi fosse. Dopo che ebbero saputo il suo nome, Xiras pretese di verificare che Aramil non fosse stato contagiato in precedenza da un lupo mannaro, sostenendo che questo non era contagioso.

L’elfo fu quindi costretto a spogliarsi, e venne esaminato dai due. Quando questi decisero che non era un lupo mannaro, lo lasciarono rivestire e smisero di tenere le armi puntate contro l’elfo.

Sia Aramil che i coboldi erano riluttanti a rispondere alle domande dell’altro. Aramil venne però a sapere che i coboldi erano giunti da ovest, e che erano di passaggio.

L’elfo chiese protezione ai due coboldi, affermando di essere disposto a pagare per il loro aiuto.

Xiras rispose che loro non erano mercenari, e che Aramil non poteva “acquistare” i loro servigi; comunque, erano accampati in quella radura e ci sarebbero rimasti fino al mattino successivo, e se voleva dormire li, poteva farlo. Xiras disse anche che avrebbe chiesto alla loro guaritrice, che al momento era nel bosco a cercare erbe, di occuparsi delle sue ferite. Inoltre fece un accordo con l’elfo: se lui li avesse condotti al villaggio più vicino (avevano bisogno di provviste), lo avrebbero protetto fino a lì.

Aramil inviò Krystal a Silvercreek, per avvisare i suoi compagni della situazione…

 

Krystal raggiunse la locanda in cerca di aiuto per Aramil…

Trovò i suoi compagni riuniti nella locanda, ed entrò invocando aiuto!

Tutti si agitarono a vedere Krystal, che appariva disperata.

Al grido di “CASA RUFUS LUPO FORESTA!!!!!! ARAMIL!!!!!!”, tutti capirono cosa fosse successo, e cercarono di calmare il famiglio.

Krystal, una volta calmata, raccontò tutto ciò che era successo al gruppo, che decise di incamminarsi nella notte per portare soccorso al loro compagno.

Era notte fonda quando raggiunsero il campo dei coboldi. Qui trovarono Crizia che faceva la guardia al sonno dei suoi compagni, e dell’elfo. Come sentì avvicinarsi il gruppo, la cobolda svegliò i suoi due compagni Xiras, e la guaritrice che nel frattempo era tornata e aveva bendato le ferite all’elfo, Kalia.

 

Altairon si fece avanti, dicendo di essere uno dei compagni di Aramil, e chiedendo di poter vedere in che condizioni era l’elfo. Xiras rispose che avevano provveduto a bendare le sue ferite, e che se volevano controllarlo erano liberi di farlo. Inoltre Altairon chiese a Xiras cosa li portava da quelle parti, e il coboldo rispose che, come aveva già detto all’elfo, così come loro avevano i loro segreti, lui aveva i suoi…

Altairon curò le ferite di Aramil mediante la sua magia, e nel mentre chiese all’elfo cosa fosse successo. L’elfo raccontò la storia al suo compagno, ma anche Xiras ascoltò con attenzione, e notò che il gruppo conosceva l’esistenza del lupo mannaro, e sembrava che si fidassero di lui. Aramil si rese conto che aveva abbandonato Mariana svenuta nella casa, e tutti la raggiunsero il più velocemente possibile…

 

Fortunatamente, Mariana stava bene.

Altairon le raccontò la verità, dicendogli (brutalmente) che il marito era morto mesi prima, e che era stato sostituito da una copia. La donna svenne nuovamente.

Dopo che la donna si fu ripresa, Altairon raccontò tutta la storia per come la conoscevano loro. Xiras e Kalia si guardarono preoccupati, poi la guaritrice chiese a Torak di accompagnarla a fare un controllo sul corpo del licantropo.

La cobolda e il nano giunsero dove avevano lasciato il corpo di Rufus (o meglio, della sua copia), e Kalia chiese a Torak di aprire la testa del licantropo, perché voleva vedere il cervello del mostro. Il nano eseguì, e la cobolda tirò fuori un cervello giallognolo. Dopo essersi ripulita le mani, disse al nano che dovevano tornare immediatamente alla casa del cacciatore, dagli altri.

 

Qui Xiras raccontò una storia…

La storia si collegava al vampiro Ventrue. Uno dei suoi “figli”, un certo Eritrius, era un mago e uno studioso, e aveva al suo servizio una creatura, chiamata “La madre degli incubi” che aveva il potere di duplicare qualsiasi creatura che divorava. Da quello che Xiras sapeva, il mostro era scomparso tre secoli prima, subito dopo la battaglia con Ventrue. Lui era in cerca del laboratorio di Eritrius, in cui era contenuta la sua immensa biblioteca.

Ma ciò che davvero preoccupava il coboldo era la quantità di lupi mannari che il mostro poteva aver gia creato: da una stima ottimista, in sei mesi avrebbe potuto creare anche sessanta lupi mannari!

Inoltre il mostro vedeva ciò che vedevano le sue creature, e questo voleva dire che ora potevano esserci decine di lupi mannari diretti verso di loro!

Il gruppo decise di tornare immediatamente al villaggio, dove arrivarono poco prima dell’alba.

Xiras, una volta giunto al villaggio, individuò la posizione del laboratorio di Eritrius, grazie alle sue carte.

 

 

Una gita tra i monti 4ultima modifica: 2009-08-30T10:09:00+02:00da paolo61175
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