Una gita tra i monti 10

Dopo lo scontro, la compagnia si apprestò ad esaminare i corpi dei loro avversari…

La prima cosa che fecero fu di vedere chi erano i quattro guerrieri che li avevano affrontati: fu così che tolsero l’elmo a uno dei quattro. Ma sotto l’elmo non vi era nulla: le armature erano vuote!

Verificato che anche le altre tre armature erano vuote, esaminarono il tutto con i loro incantesimi, appurando che solamente l’equipaggiamento della Madre degli Incubi era magico. Preso il tutto, si dedicarono ad esaminare l’affresco. Teorizzarono che i tredici individui rappresentati fossero Ventrue e i suoi vampiri, teoria che fu in parte confermata da Xiras, che identificò Ventrue e Eritrius tra le persone ritratte. Ma, osservando il ritratto, videro una cosa che li sconvolse.

Ttra i tredici, vi era una persona che conoscevano bene: Alessandro De Neri!

Dopo aver dibattuto sul mistero di Alessandro De Neri, il gruppo decise di prestare a Lady Katrine le armi della Madre degli Incubi, e di proseguire l’esplorazione del complesso. Esaminarono le due porte, la prima portava in un’anticamera dove si trovavano altre due porte, mentre la seconda dava su una scala che scendeva ulteriormente nella montagna e su una porta da cui proveniva uno strano ronzio…

Dopo aver discusso sulla strategia, il gruppo chiese alla Regina cosa fosse successo, e come fosse stata catturata. Lady Katrine raccontò loro che, volendo accelerare l’arrivo dei rinforzi a Silvercreek, aveva deciso di andare avanti con i suoi cavalieri, lasciando indietro la fanteria. Una notte furono attaccati dalla donna, dai suoi guerrieri e da alcuni gargoyle: lei era l’unica superstite della battaglia.

Ad Altairon sorse un dubbio, e chiese a Ryuk di estrarre il cervello alla Madre degli Incubi, per verificare che fosse davvero lei e non una delle copie che generava: e il dubbio fu confermato: la donna che avevano di fronte era un’altra delle creature generate dalla Madre degli Incubi, e non la fonte dei loro problemi!

E fu così che giunsero alla conclusione che la vera Madre degli Incubi ancora non si era mostrata…

E infine cominciarono l’esplorazione del complesso…

Tornarono nella piccola anticamera e aprirono la prima delle due porte, trovandosi in un’antica camera da letto, abbandonata da secoli. Un letto e un armadio occupavano la stanza e, da dietro ad un paravento, si udiva il suono prodotto da una fontanella…

Torak andò a vedere la fontanella, e vide che non era una, bensì due; dalla prima sgorgava chiara e fresca acqua, ma dalla seconda fuoriusciva un liquido rosso e denso che somigliava al sangue…

A un esame più accurato, risulto essere effettivamente sangue.

Nel frattempo Ryuk esaminava il contenuto dell’armadio, trovando solamente vestiti vecchi di tre secoli: per la delusione, il nano distrusse l’armadio…

Aramil esaminò l’area con la sua magia, rimanendo sconvolto dal sentire l’aura negromantica che irradiava dalla fontanella. La reazione dell’elfo fu di puro terrore nei confronti della magia oscura, mentre Xiras osservava la fontana di sangue, affascinato dal fatto che Eritrius potesse trasformare l’acqua in sangue. Alla critica di Worland rivolta al coboldo, Xiras gli contestò che, probabilmente, quella fontana aveva evitato che Silvercreek diventasse la dispensa dei vampiri, al tempo di Ventrue; Altairon fece però notare che ciò permise anche al vampiro di nascondere quel luogo, e di condurre i suoi esperimenti in tutta calma.

Finita l’esplorazione della camera da letto, tornarono nell’anticamera, e si dedicarono all’altra porta…

Torak aprì la porta, e osservò l’interno della stanza. Dopodichè si volto, dicendo ai suoi compagni che avevano trovato la Biblioteca di Eritrius. La reazione di Xiras fu di pura felicità: infine aveva trovato il luogo che aveva cercato negli ultimi due anni!

Entrarono della biblioteca, contenente centinaia di volumi, e iniziarono ad esaminarne il contenuto. Ryuk si chiese se qualcuno di quei volumi valesse qualcosa, e Aramil gli confermò il valore di quei libri. Mentre Worland scorreva i titoli dei volumi, uno di essi attirò la sua attenzione: una copia degli “Antichi Miti Stellari” si trovava in quella biblioteca! Mentre la compagnia cercava di infilare il maggior numero possibile di libri nello zaino e nei sacchi che avevano con loro, videro che Xiras continuava ad infilare libri in un piccolo sacco, che sembrava sempre vuoto: decisamente c’era qualcosa di strano nel sacco del coboldo…

Aramil chiese a Xiras se i suoi sacchi erano magici, e il coboldo rispose che li aveva acquistati apposta per questa missione. L’elfo allora gli chiese spiegazioni, visto che Xiras diceva di essere contrario alla magia, e poi utilizzava oggetti evidentemente magici: il coboldo allora spiegò che lui non era contrario alla magia come un mezzo, ma lo era quando veniva considerata l’unica soluzione a qualunque problema. Secondo Xiras, la gente ormai non utilizzava più la magia, ma ne era dipendente: nulla di importante veniva fatto senza di essa. Medicina e scienza praticamente non esistevano, e questo era un grave problema.

Frugando tra i libri Shintlara trovò un manoscritto dello stesso Eritrius, in cui venivano descritti gli altri dodici vampiri, con i loro punti di forza e i punti deboli. Solo tre vampiri erano ben leggibili, per gli altri il gruppo avrebbe dovuto dedicare tempo a tradurre il manoscritto:

VENTRUE Può dominare la volontà di chiunque, può muoversi alla luce del sole. Punti deboli nessuno;

TORES I suoi sensi sono superiori a quelli di qualunque vampiro. Punto debole i suoi stessi sensi;

ALEXANDROS Come Ventrue, può muoversi alla luce del sole. L’unico punto debole conosciuto consiste nel legame che prova per i suoi sottoposti.

Il gruppo discusse di come agire con Alessandro De Neri, la cui natura vampirici era ormai praticamente certa. Dopodichè, uscirono dalla biblioteca e tornarono alla Sala del Trono…

Xiras espresse i suoi dubbi sul fatto che oramai, senza la sua polvere nera, era diventato un peso per il resto del gruppo, e che era meglio se rimaneva lì, nella sala del trono. Ma Worland lo convinse a proseguire con loro, visto che le sue conoscenze potevano essere utili.

L’esplorazione del complesso proseguì, e il gruppo raggiunse la porta da cui proveniva lo strano ronzio…

Aprirono la porta, e si trovarono in un enorme laboratorio alchemico, abbandonato da secoli. Ovunque nella stanza si trovavano scaffali ricolmi di boccette e tavoli ricoperti di alambicchi, ampolle e tutto il necessario per un provetto alchimista. Il ronzio che sentivano fuori dalla stanza proveniva da quattro strani armadi in metallo, posti all’altro capo del laboratorio, che avevano delle ante di vetro. Vi era però un’altra stranezza in quegli armadi: nonostante nella stanza non facesse freddo, il vetro era coperto di ghiaccio…

Mentre il resto del gruppo esaminava il contenuto del laboratorio, Altairon andò ad osservare da vicino gli strani armadi. E vide che all’interno di tre di essi vi erano dei corpi, mentre il contenuto del quarto non era distinguibile…

Alla notizia, tutto il gruppo accorse a vedere il contenuto congelato degli armadi. Esaminando attentamente il contenuto, compresero infine cosa avevano davanti: nel ghiaccio si trovavano, congelate, tre donne identiche a quella che avevano affrontato poco prima, nella sala del trono!

Nel quarto, invece, si stava lentamente formando un nuovo corpo…

Il gruppo decise quindi di proseguire le indagini sul contenuto e sul funzionamento degli strani armadi…

Una gita tra i monti 10ultima modifica: 2009-11-21T08:59:03+01:00da paolo61175
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento