La storia del comandante della guardia di Free Haven PARTE 1

Worland e Rivil vennero scortati dalle guardie cittadine fino alla porta di un ufficio, dove vennero accolti dal Comandante Nicholas, il responsabile della sicurezza cittadina. L’ufficiale, un uomo alto e muscoloso di circa una quarantina d’anni, dai capelli brizzolati, fece entrare l’elfo e il druido, invitandoli ad accomodarsi.

Nicholas: “Buongiorno. Uno dei miei sottoposti mi ha riferito che volevate incontrarmi, e mi ha mostrato la lettera di Sua Maestà. Cosa posso fare per voi?”

Worland: “Buongiorno a lei, comandante. È stato informato sulle indagini che stiamo svolgendo per conto di Sua Maestà?”

Nicholas: “Si, sono informato, e ho ricevuto istruzioni per supportarvi in tutti i modi possibili. Allora, di cosa avete bisogno esattamente?”

Worland: “Allora, vengo subito al dunque. Le nostre indagini ci hanno portato a scoprire che già vent’anni fa avvennero delle scomparse misteriose.”

Niholas: “Si, mi ricordo che scomparve un’importante famiglia di mercanti. Però ai tempi ero solamente una giovane guardia, e non mi sono occupato del caso. Ritenete che le due cose siano collegate?”

Worland: “Non ce la sentiamo di escludere nessuna ipotesi. Possiamo sapere cosa avevate scoperto? Oppure metterci in contatto con il comandante di allora?”

Nicholas: “Sfortunatamente, del caso non si occuparono le guardie, ma lo stesso Re Alberico, affiancato dal mio predecesore Robert Du Val e dalle sue guardie scelte. Da quel che mi risulta, non scoprirono nulla.”

Rivil: “Ha detto Robert Du Val?”

Nicholas: “Si. Lo conosce?”

Rivil: “Si, è lo sceriffo del mio villaggio.”

Nicholas: “Da quel che sapevo si era ritirato. Anzi, ora che mi ci fate pensare, dopo l’indagine tutte le guardie che vi erano coinvolte si ritirarono dall’esercito.”

Rivil: “Ti ricordi di lui, Worland? Robert Du Val è il soldato che prese in consegna i prigionieri a casa mia, quando ci incontrammo. Quello che aveva dato una lezione all’oste del “Cervo Mannaro”.

Worland: “Si, mi ricordo di lui. Comandante, sarebbe possibile parlare con qualcuna di queste guardie? Potrebbe essere molto importante per le nostre indagini.”

Nicholas: “Va bene, ma prima devo rintracciarle. Vi farò sapere appena scopriro qualcosa, non preoccupatevi. Ora, però, se non avete altre domande devo chiedervi di andarvene: ho ancora molto lavoro da fare.

Worland: “Capisco, e la ringrazio per la sua disponibilità.”

Nicholas: “Un ultima cosa, prima che andiate via: avete scoperto qualcosa di nuovo, su questa storia?”

Worland: “Stiamo ancora svolgendo la nostra indagine, e non è ancora emerso molto. Ma forse siamo su una buona pista.”

Nicholas: “Capisco. Buon lavoro, allora, e arrivederci.”

Worland: “Arrivederci.”

 

Il comandante Nicholas osservò i due inviati del Re uscire dallo studio, poi si affacciò alla finestra per controllare che se ne stessero effettivamente andando. Quando li vide lasciare la caserma, uscì dal suo ufficio, e disse al suo segretario che era molto occupato e che non voleva essere disturbato da nessuno, per nessun motivo.

Così il momento è giunto.” – pensò il soldato, aprendo il cassetto della sua scrivania. Dopodiché, dette uno strattone e sfilò il cassetto, appoggiandolo sulla sedia. Dietro al cassetto si trovava un piccolo doppiofondo, contenente una piccola chiave. Nicholas prese la chiave, che gli fu affidata dal precedente comandante della guardia, e si diresse verso lo scudo che era appeso da sempre alla parete. Rimosso con delicatezza lo scudo, dietro allo stesso si trovava una piccola serratura…

Nicholas infilò la chiave nella serratura, che girò con un lieve scatto. La parete accanto al muro si aprì lentamente, rivelando una scala a pioli che scendeva nelle tenebre.

Nicholas scese le scale, sbucando poi in un corridoio pieno di polvere e ragnatele.

Niente di cui stupirsi” – pensò il soldato – “Sono parecchi anni che nessuno scende qui sotto.”

Il corridoio proseguiva per alcuni metri, terminando infine con una piccola porta.

Infine, eccomi qui.” – pensò Nicholas – “Vediamo cosa mi hanno lasciato in eredità i miei predecessori.” Così dicendo, il comandante della guardia aprì la vecchia porta…

 

E fu così che, per la prima volta, Nicholas entrò nell’archivio segreto della Guardia.

Gli archivi contenevano decine di scaffali, ognuno dei quali ricolmo di carte: una ricerca in quel luogo avrebbe richiesto mesi! Ma dalle tenebre della stanza uscì una figura incappucciata che, lentamente, si diresse verso il comandante Nicholas. La figura, quando fu vicina al soldato, si fermò in attesa…

Sto cercando informazioni sulla Famiglia Van Dam.” – disse il soldato.

La figura misteriosa, senza dire una parola, si incamminò nella sala, fino a raggiungere uno scaffale, e prese un manoscritto, che porse al comandante della guardia.

Ciò che si trova qui dentro,” – disse con voce spettrale l’incappucciato – “deve rimanere qua dentro. Non puoi portare nulla fuori da questo luogo…”

Il comandante Nicholas lesse con attenzione il manoscritto, scoprendo segreti che erano stati conservati per due decenni. Ora aveva la risposta che cercava…

 

Nicholas sedeva alla sua scrivania, esaminando con attenzione le schede dei suoi sottoposti.

Vediamo un po,” – pensò il comandante della guardia – “mi serve almeno un mago, e Raven dovrebbe essere la persona adatta. Come scout, Malcolm va bene. Ora mi servono una decina di guerrieri…

 

Era sera inoltrata, quando i soldati che erano stati convocati nel tardo pomeriggio dal comandante Nicholas giunsero alla caserma. Una volta che si furono tutti riuniti nell’ufficio del comandante, Nicholas cominciò a parlare: “Signori, vi ho convocati per una missione della massima importanza. Ho motivo di credere che le recenti sparizioni di persone all’interno della capitale siano collegate a una storia avvenuta vent’anni fa, riguardante la famiglia Van Dam.

Questa famiglia era asservita alle forze delle tenebre, ed eseguiva orribili rituali negromantici, comprendenti atti di cannibalismo, finalizzati ad ottenere l’immortalità. Tutto ciò che ottenne, però, fu l’inferno e la Non Morte. Il nostro precedente Signore, Re Alberico, affiancato dall’allora comandante della guardia Robert Du Val, da sua eminenza il Vescovo Giovanni di Pelor e da Padre Duncan di Pelor, oltre ad alcune guardie scelte, fece irruzione nella villa dei Van Dam e catturò quasi tutti i membri della famiglia. Purtroppo il capofamiglia, Jean Claude, riuscì a fuggire e si nascose nel suo rifugio, situato sotto la cripta. Grazie all’aiuto del mago Hubertus tutti i membri della famiglia vennero rinchiusi nella cripta, e la stessa venne sigillata. Ma, visti i recenti casi di sparizioni, probabilmente il sigillo è stato spezzato in qualche modo, e Jean Claude è stato liberato dalla sua prigionia. Ed è per questo che voi siete qui: voi siete i soldati migliori dell’esercito, e per questo vi ho scelti. Questa notte penetreremo nel cimitero cittadino, e andremo a controllare la cripta della famiglia Van Dam. Se ci saranno vie d’uscita, allora entreremo e uccideremo tutti i non-morti, riportando così l’ordine in città. Avete domande?”

I soldati avevano piena fiducia nel loro comandante, e si prepararono senza indugi alla loro missione…

La storia del comandante della guardia di Free Haven PARTE 1ultima modifica: 2009-12-20T15:00:00+01:00da paolo61175
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