Le Terre Selvagge 6

Il salto attraverso il portale durò solamente un istante, passato il quale si ritrovarono in un luogo oscuro. Solamente una luce brillava davanti a loro, e in quella luce si trovavano due coboldi, le cui scaglie dorate risplendevano nelle tenebre. Uno dei coboldi era un guerriero, indossava una cotta di maglia e impugnava spada e scudo. L’altro era Crizia.

 

La cobolda, con la sua lancia e il suo scudo in pugno, osservava il gruppo, tenendo alta la guardia. Torak impugnò la sua ascia, e i due guerrieri cominciarono uno scontro verbale, ognuno in cerca di risposte dall’altro.

Secondo la versione di Crizia, i coboldi si svegliarono a causa di rumori provenienti dall’ingresso. Immediatamente si equipaggiarono e prepararono le armi, attendendo sviluppi nella stanza, quando sentirono delle voci nel corridoio: qualcuno stava parlando con i membri del gruppo.

Visto che, apparentemente, lo sconosciuto era un ospite, Crizia e gli altri coboldi si rilassarono, e abbassarono la guardia. Ma improvvisamente udirono un urlo di Shintlara, proveniente dagli alloggi. Immediatamente accorsero, trovando una scena che Crizia preferì non descrivere.

Secondo Crizia, lei e i suoi compagni si lanciarono al salvataggio di Shintlara, bloccando poi il gruppo in una ragnatela che Leda potenziò con un oggetto magico in suo possesso; infine uscirono inchiodando la porta, e attraversarono il portale.

Il racconto di Crizia li sconvolse, specialmente perchè, se era vero, tutto quadrava.

 

Darcos, l’altro coboldo, propose di determinare una volta per tutte quale fosse la verità, consultando un chierico che, usando un incantesimo, individuasse le menzogne. La proposta fu accettata, e Darcos fece convocare il chierico della città in cui si trovavano. Però pretese, per motivi di sicurezza, che consegnassero le loro armi. Altairon fu il primo a consegnare la sua, seguito dai suoi compagni. Crizia fece notare loro che, nelle tenebre che li circondavano, vi erano parecchi soldati appostati e pronti a combattere.

 

Nell’attesa dell’arrivo del sacerdote, Crizia disse loro che Xiras, Shintlara, Kalia e Leda avevano lasciato quel luogo subito dopo il loro arrivo, diretti alla capitale del regno in cui si trovavano. Per essere precisi, Leda era stata portata via da quel luogo. Difatti la sorella di Xiras era stata ridotta molto male dall’oggetto magico che aveva utilizzato per potenziare il suo incantesimo.

 

Dopo alcuni minuti, giunse il chierico convocato da Darcos, un sacerdote di Boccob chiamato Padre Randolph. Darcos chiese se ritenevano attendibile l’opinione del sacerdote, e immediatamente Altairon, tirando fuori il suo simbolo sacro di Boccob, disse che per lui l’opinione di un sacerdote dell’Indifferente era affidabilissimo.

Il sacerdote usò la sua magia, cosa che gli permise di capire che Altairon e gli altri non stavano mentendo. Crizia e Darcos decisero che la cosa migliore fosse andare a parlare con Xiras e con Shintlara, per decidere cosa fare.

 

Crizia si offrì di accompagnarli nel viaggio fino alla capitale, ma sarebbero solamente potuti partire il giorno successivo. Allora li accompagno ad una locanda, ma gli fece lasciare le armi nella fortezza: avrebbe provveduto a fargliele consegnare in seguito, ma nella città che si trovava fuori dalla fortezza era vietato girare armati.

 

Incamminandosi all’esterno Crizia disse che in quel momento si trovavano nel cuore delle terre che, secondo ciò che si diceva a Free Haven, erano state sottomesse da un’orda di feroci umanoidi nelle terre selvagge. Ciò che videro fu una città prospera, dove umani e coboldi convivevano tranquillamente…

 

Giunti nella locanda, scambiarono alcune domande con l’oste prima che portasse loro la cena. L’uomo disse che inizialmente la dominazione dei coboldi sembrava peggiore di quanto non lo fosse stata in seguito: le tasse erano più alte di prima, ma la città era prosperata e tutti guadagnavano di più. Inoltre la sicurezza, sia nelle strade che fuori dalla città, era aumentata.

L’oste disse anche che non era mai stato nella capitale del regno, Blackgate. Comunque, da quello che sapeva, il potere era in mano a tre persone: il Re dei coboldi, che si faceva chiamare “Maestro d’Armi”; l’alta sacerdotessa di Kurtulmak, lady Drana; e infine Maestro Jared, il Gran Maestro dell’Ordine degli Alchimisti.

 

Le Terre Selvagge 6ultima modifica: 2010-05-10T10:00:00+02:00da paolo61175
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