Le Terre Selvagge 8

 

Crizia condusse il gruppo lungo la balconata, fino ad una porta. Mentre Torak bussava, Altairon osservava i macchinari e le persone che sotto di lui stavano lavorando.

La porta si aprì, e si trovarono dinanzi ad un mezzorco che li guardava. Torak disse che dovevano vedere Xiras, e una voce dall’interno della stanza disse di farli passare. Il mezzorco li fece passare, ed entrarono in una stanza illuminata da alcune lanterne. Xiras era seduto ad una scrivania ingombra di carte, lungo le pareti della stanza si trovavano scaffali contenenti numerosi libri. Quando il gruppo entrò il mezzorco, che a spalla portava una grossa ascia bipenne, si mise accanto alla scrivania di Xiras, mentre Crizia si appoggiava accanto alla porta.

Xiras si fece raccontare cosa era successo due notti prima nel laboratorio, richiesta che fu soddisfatta da Altairon. Crizia confermò la loro storia, dicendo che aveva verificato e che stavano dicendo la verità. Xiras disse che si era reso conto, durante la battaglia, che c’era qualcosa che non andava nel loro comportamento. Altairon chiese notizie sullo stato di salute di Leda, ma queste non erano confortanti: la cobolda non si era ancora ripresa. Xiras li invitò a pranzo, mentre Crizia andava ad avvertire Shintlara del loro arrivo.

 

Il gruppo seguì Xiras fuori dalla fabbrica fin dentro il castello, attraverso i corridoi della fortezza, fino ad una grande sala da pranzo. Qui un servo si affrettò verso di loro e, rivolgendosi a Xiras, cheise se Sua Maestà desiderava pranzare!

A quel punto, Xiras raccontò la verità: il Maestro d’Armi di cui avevano sentito parlare in precedenza, il misterioso Re dei Coboldi era lui. La sua intenzione era di creare una nazione dove la sua razza potesse vivere in pace, senza essere maltrattata da quelli più grossi di loro, categoria in cui ricadevano anche nani e gnomi…

Altairon disse al coboldo che delle creature delle tenebre stavano per giungere da una prigione magica, e che una guerra contro gli Ironfist avrebbe fatto il loro gioco. Xiras disse che una guerra non era nei suoi interessi, e che la casata degli Ironfist non aveva nulla da temere da lui. Disse anche che aveva inviato dei messaggeri a Free Haven ma, ritenendo che il portale fosse presidiato, aveva preferito fargli percorrere la strada più lunga, e quindi erano ancora in viaggio. Altairon propose quindi al coboldo di preparare una lettera per gli Ironfist, e che avrebbero provveduto loro a consegnarla.

 

Nel frattempo, nella stanza entrò Crizia, che accompagnava Shintlara.

Il gruppo raggiunse Shintlara e le chiese perdono per ciò che avevano fatto, mentre erano sotto il controllo dell’uomo misterioso. L’elfa drow disse che l’uomo cercava qualcosa chiamato “Il Sigillo di Ventrue”, e che quando si è reso conto di non poterla controllare, ha usato gli altri per liberarsi di lei.

 

 

Le Terre Selvagge 8ultima modifica: 2010-05-23T10:00:00+02:00da paolo61175
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