Le Terre Selvagge 13

Una volta terminati i discorsi sulla strategia da adottare nella imminente battaglia, finirono di organizzare il campo e prepararono la cena. Ma un rumore tra gli alberi attirò la loro attenzione, il chiaro rumore provocato da un ramo spezzato da qualcosa che lo ha calpestato. Qualcosa li stava spiando!

Altairon reagì immediatamente, lanciano un incantesimo che illuminò un lucertoloide nascosto tra gli alberi. Tutto il gruppo impugnò le armi, e Altairon chiese al lucertoloide, in tono rude, cosa volesse. Il lucertoloide disse che voleva parlare, ma non voleva che i suoi simili lo sapessero. Chiese quindi al gruppo di seguirlo tra gli alberi, dove non sarebbe stato visto dalle guardie.

Notando che il lucertoloide parlava il comune molto meglio degli altri che avevano incontrato in precedenza, lo seguirono tenendo ancora le armi in pugno.

 

Raggiunto un luogo appartato il lucertoloide, che disse di chiamarsi Rassek, disse che aveva saputo della loro intenzione di raggiungere la tana della Grande Lucertola, e della richiesta di una guida. Disse che nessuno degli abitanti del villaggio avrebbe accettato di accompagnarli, poiché temevano il mostro, ma che lui era disposto a farlo, e in cambio voleva solamente la testa della Grande Lucertola, da esibire come trofeo. Disse che li avrebbe aiutati ad uccidere il mostro, ma che comunque lui non era un grande guerriero…

Altairon chiese dieci minuti per discutere in privato della sua offerta, e Rassek si sedette sull’erba, in attesa di una risposta.

Vi erano molti dubbi sull’offerta di Rassek, il primo dei quali era il perchè non volesse far sapere ai suoi simili la sua intenzione. Il lucertoloide disse che così, se fosse tornato con la testa, sarebbe stato considerato un grande guerriero. Se fosse invece tornato senza aver sconfitto il mostro, avrebbe potuto dire che era andato a caccia.

Nonostante tutto, il lucertoloide sembrava sincero. Ma ancora non erano convinti delle sue intenzioni, quindi fecero un controllo utilizzando la magia, anche perchè Rassek parlava perfettamente il Comune. Ma anche il controllo magico non rivelò nulla…

Infine dettero la risposta a Rassek: avrebbero aspettato il mattino, per verificare se Kresstak avesse procurato loro una guida, e se questo non fosse accaduto avrebbero accettato la sua offerta. Rassek disse loro che si sarebbero rivisti al mattino, e si allontanò…

 

L’alba illuminò nuovamente la palude, e dal villaggio uscì Kresstak con la sua scorta. Lo sciamano disse loro ciò che Rassek gli aveva predetto, e cioè che nessuno li avrebbe accompagnati nel Cuore della Palude di Vorador. Lo sciamano indicò loro la direzione da seguire, e augurò loro buona fortuna.

Altairon, utilizzando l’astuzia, ottenne anche alcune informazioni su Rassek: lo sciamano lo definì “la vergogna del Clan”, debole ed inutile.

 

Il gruppo si incamminò nella direzione indicata dallo sciamano e, dopo un centinaio di metri, incontrarono nuovamente Rassek, seduto su un ceppo. Al suo fianco si trovavano due giavellotti e una sacca.

Il lucertoloide, con tono ironico, chiese loro se nessun grande guerriero si era offerto per questa pericolosa missione…

Rassek prese le sue cose, e iniziò a guidarli attraverso la palude.

 

Durante il viaggio, Rassek raccontò che lui non era stato accettato come guerriero tra la sua gente, inoltre era stato rifiutato come apprendista di Kresstak, e al suo posto era stato scelto il figlio del capo villaggio, chiaramente scelto per fare un favore al padre e non per le sue capacità.

Così aveva cercato di apprendere la Magia Arcana, ma lo studio solitario si era rivelato troppo difficile per lui.

Aramil disse che, se li avesse aiutati, lo avrebbe aiutato a trovare un maestro in grado di insegnargli la magia. Rassek lo ringraziò, ma disse che doveva ancora fare qualcosa al villaggio, prima di andarsene…

 

 

Le Terre Selvagge 13ultima modifica: 2010-06-26T09:00:00+02:00da paolo61175
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