Le Terre Selvagge 14

Il viaggio proseguì velocemente attraverso la palude, specialmente grazie alla sapiente guida del lucertoloide. Il gruppo proseguì, evitando facilmente tutte le insidie della palude, tra cui serpenti velenosi, coccodrilli e sabbie mobili, fino a raggiungere una stele di pietra, su cui erano incise delle rune.

Rassek esaminò le rune, sotto il controllo di Altairon e di Aramil, e disse che le incisioni dicevano che da quel momento in poi c’erano luoghi e creature pericolose, ma che comunque la strada era quella esatta. Altairon ed Aramil, che conoscevano le rune draconiche in cui era scolpita la stele, tradussero letteralmente: “Un luogo pericoloso e oscuro si trova al termine del vostro cammino. Tornate indietro”, confermando la buona fede di Rassek. Aramil commentò la frase con “Un bell’invito per tornare a casa…”, replicato da Altairon con “E lasciar morire Leda?Non se ne parla! Andiamo!”. Il sacerdote di Boccob avanzò oltre la pietra poi, con tono scherzoso, si voltò e chiese la direzione da seguire. Aramil e il resto del gruppo avanzarono, con Rassek che proseguì in testa a tutti, raccomandandosi di tenere gli occhi aperti.

 

Proseguirono nel loro viaggio per un’altra ora, quando si resero conto che tutti i rumori erano improvvisamente cessati: attorno a loro vi era solamente il silenzio…

Aramil si allarmò immediatamente, mentre Altairon stava attento per individuare la presenza di creature abbastanza pericolose da far ammutolire tutte le altre. Attorno a loro non vi era nulla di strano, per la precisione attorno a loro non vi erano più movimenti di nessun tipo. Justice prese il volo per controllare la zona dall’alto, quando infine udirono una voce, che sembrava provenire da tutte le direzioni contemporaneamente. “Ah, visitatori. Da quanto tempo” – disse la voce con tono spettrale, provocando un sussulto da parte di Aramil. L’elfo cercava, senza successo, di individuare la provenienza della voce, mentre Altairon salutava l’essere che aveva parlato, chiedenogli nel contempo chi fosse. L’essere disse che il suo nome fu Vorador, e che era il Signore di quelle terre. Riuscirono a scoprire che Vorador era lo spirito di cui avevano parlato i Lucertoloidi, e che infestava quel luogo da quando vi fu sigillato. Rassek si guardava continuamente attorno, chiaramente spaventato, ma Altairon lo calmò con le sue parole.

Vorador disse che la radice che cercavano si trovava nel suo “giardino”, e che se l’avessero voluta avrebbero dovuto affrontare il guardiano della sua dimora, un’Idra.

Vorador garantì anche che non sarebbe intervenuto in difesa del suo guardiano, poiché il suo intervento avrebbe rovinato il suo divertimento nell’assistere allo scontro. Disse anche che gli interessavano per altri motivi, di cui avrebbero parlato se avessero raggiunto la sua dimora. Dopodichè i suoni tornarono normali, e la voce scomparve.

Ilde si guardò attorno preoccupata, chiedendo come era possibile che uno spirito si manifestasse in pieno giorno. Altairon rispose che quello poteva essere un indizio sulla potenza del fantasma, e che comunque era solamente una specie di benvenuto. Rassek disse che era stato altre volte da quelle parti, ma che non aveva mai incontrato lo Spirito. Altairon commentò che forse gli erano simpatici, Ilde rispose che aveva la speranza che la simpatia del fantasma fosse positiva, speranza condivisa da Aramil.

Le Terre Selvagge 14ultima modifica: 2010-07-01T09:00:00+02:00da paolo61175
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