Le Terre Selvagge 15

 

Con queste parole il gruppo riprese il suo cammino attraverso le rovine che si trovavano al centro della palude, dove la radice di Ardi li attendeva.

Camminando, Altairon chiese a Rassek se aveva qualcuno che per lui era importante al villaggio. Il lucertoloide rispose che c’era qualcuna. Allora Altairon disse al lucertoloide che il coraggio non era non aver paura, ma avere la forza di affrontare le proprie paure, per proteggere coloro a cui si tiene. Fu così che Rassek disse loro che, tra la sua gente, solamente i guerrieri avevano il diritto di avere una donna. Lui era lì proprio per aver il diritto di avere la donna che desiderava, visto che una volta che fosse tornato con la testa della Grande Lucertola sarebbe stato considerato un guerriero, e per fare ciò stava affrontando molte delle sue paure, aumentate anche dal fatto che lo Spirito sapeva della loro presenza in quel luogo. Altairon disse a Rassek che stava dimostrando più coraggio del suo sciamano, che dello Spirito non sapeva nulla, mentre lui ora ne conosceva il nome. Inoltre ci voleva coraggio a venire con loro ad affrontare l’Idra, anche ora che lo Spirito aveva detto che non avrebbe interferito, anche se i suoi motivi erano ancora oscuri: forse voleva solamente un po’ di divertimento, come aveva detto, oppure voleva che spezzassero la maledizione che lo legava a quel luogo.

Rassek disse che nessuno sapeva nulla dello Spirito, i lucertoloidi sapevano solamente che tutta la zona era circondata da steli simili a quelle che avevano visto in precedenza. Altairon, grazie alle sue conoscenze riguardanti il mondo dell’arcano, pensò che il fatto che le steli circondavano tutta l’area poteva voler dire qualcosa di importante, forse erano quelle pietre il sigillo che impediva allo spirito di lasciare quel luogo. Altairon espose la sua teoria, chiedendo ad Aramil cosa ne pensava. L’elfo disse che, secondo lui, era possibile. Allora Rassek fece loro presente che quelle pietre circondavano l’area in una circonferenza lunga varie decine di chilometri!

Worland obiettò allora che c’era da augurarsi che quelle pietre non si spezzassero mai: se qualcuno aveva impiegato tempo e risorse per realizzare un simile cerchio di protezione, per imprigionare il fantasma di Vorador, doveva sicuramente avere degli ottimi motivi.

Proseguendo il viaggio Alemon, Altairon ed Aramil discutevano della strategia da utilizzare nello scontro con l’Idra. Rassek fece notare loro che era strano che non ci fossero creature sul loro percorso, visto che quell’area era popolata da mostri pericolosi.

 

Proseguirono il viaggio fino ad arrivare, proprio mentre il sole cominciava a tramontare, ai piedi di un alto muro sormontato da orribili statue che guardavano verso la base delle mura, rivolte verso la palude. Decisero di accamparsi in quel luogo.

Altairon inviò Justice ad esplorare oltre il muro, ordine immediatamente eseguito dal famiglio.

Justice sorvolò le statue, e vide che oltre il muro si trovava uno splendido giardino, perfettamente curato, che circondava una grande villa. Davanti alla villa passeggiava la Grande Lucertola, una grossa Idra.

Nel frattempo all’esterno, una delle statue si voltò verso Altairon, e gli ordinò di richiamare immediatamente il suo famiglio!

All’interno del giardino, mentre Justice riceveva l’ordine di rientrare immediatamente, vide alcune statue spalancare delle ali e prendere il volo, dirette verso di lui! Immediatamente ritornò verso Altairon, e si andò a riparare presso di lui. Il gruppo vide i Gargoyle passare in volo sopra di loro, poi tornarono indietro.

Il Gargoyle che aveva parlato loro in precedenza disse che vi era una sola via consentita per entrare nella Villa di Vorador, ed era quella che passava per il cancello principale. Inoltre indicò loro la direzione da seguire per raggiungerlo.

 

Giunti alla conclusione che i gargoyle non li avrebbero attaccati durante la notte, si accamparono ai piedi delle mura, organizzando i turni di guardia.

La notte trascorse tranquillamente, e al mattino, dopo aver preparato i loro incantesimi, si diressero verso il cancello principale.

Giunti al cancello principale, si trovarono dinanzi ad un macabro spettacolo. Davanti al cancello si trovava un palo, su cui era piantato un teschio decisamente strano.

Apparentemente si trattava di un teschio umano, ma dal mento partivano quattro protuberanze, simili a corna, che scendevano verso il basso; inoltre i suoi canini erano stranamente lunghi e acuminati.

Nonostante tutte le loro conoscenze relative a strane creature, nessuno di loro aveva mai visto nulla di simile.

 

Le Terre Selvagge 15ultima modifica: 2010-07-02T09:00:00+02:00da paolo61175
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento