Le Terre Selvagge 17

Il gruppo osservava il corpo senza vita dell’Idra, circondato dalle numerose teste staccate dal collo. Torak e Rassek raccolsero ognuno una delle teste, il primo per tenerla come trofeo di caccia e il secondo per dimostrare di essere un guerriero valoroso.

Quando raccolsero le teste, un vento gelido li investì improvvisamente, e la voce di Vorador si fece nuovamente sentire. Lo spirito si complimentò con loro per l’emozionante battaglia, affermando che era passato molto tempo dall’ultima volta che si era divertito così tanto.

Dopodichè Vorador apparve. La creatura che si faceva chiamare Vorador era un umanoide, della corporatura simile a quella di un umano, vestito elegantemente. Ma la cosa inquietante non era il corpo, ma la testa: l’essere aveva lunghe orecchie, e quattro corna che fuoriuscivano dal mento. Sorridendo Vorador mostrò anche i canini allungati: il teschio impalato che si trovava all’ingresso della villa era quello di Vorador!

 

Alemon ricordò al fantasma che volevano le radici, e questi li accompagnò al luogo in cui la pianta cresceva. Quando Alemon chiese a Vorador come mai la sua testa si trovava su un palo, il fantasma disse che “un suo vecchio amico” aveva deciso ti tagliargliela e di impalarla. Disse anche che il suo “amico” era un mago potente chiamato Moebius. Lo stesso nome del mago che uccise Ariel!

Quando Torak chiese a Vorador se il suo “amico” aveva fatto una brutta fine, lo spirito rispose che anche l’anima di Moebius era stata distrutta, quindi si, aveva fatto una brutta fine…

 

Giunserò infine in una radura all’interno di un boschetto, dove crescevano le piante che cercavano da giorni. Raccolsero le piante, e Vorador disse loro che voleva chiedergli un ulteriore favore: tre gemme gli erano state sottratte tempo addietro, e lui aveva bisogno di rimpiazzarle con altre equivalenti. Vorador disse che le gemme gli servivano per attivare un potente oggetto magico divinatorio.

Aramil chiese chiarimenti, ma il fantasma rimase sul vago, dicendo solamente che l’oggetto poteva vedere il passato e il futuro, oltre che ogni luogo di questa e di altre dimensioni. Alla domanda posta dall’elfo, che chiese se era una sfera di cristallo, rispose che era qualcosa di più grosso… Disse anche che le tre gemme erano uno smeraldo, uno zaffiro e un rubino, e che dovevano essere della migliore qualità possibile. Per quelle gemme era disposto a pagare il doppio del loro valore di mercato.

Torak chiese dove tenesse tutto quell’oro, e il fantasma rispose che questi non erano affari suoi, ma che comunque aveva di che pagare.

Rassek disse che, se quello era lo scopo dell’oggetto, voleva conoscere il suo futuro. Vorador rispose al lucertoloide che, se quello era il suo desiderio, non aveva nessun problema ad accontentarlo, una volta che avesse avuto le gemme.

Torak chiese a Vorador cosa sarebbe successo se avessero avuto dei ripensamenti. Il fantasma rispose allora che gli eventi stavano precipitando, e che quelle gemme gli servivano. Se loro non gliele procuravano, avrebbe dovuto procurarsele da solo. Ma, a causa del suo aspetto, difficilmente sarebbe potuto entrare in una città pacificamente, e fare gli acquisti necessari…

 

La questione venne messa ai voti, e l’offerta venne accettata.

Vorador disse loro di ritornare quando avevano le gemme, e Rassek gli chiese se non veniva con loro. Lo spirito disse che, per il momento, non aveva intenzione di distruggere il sigillo e di andarsene da quella villa.

Torak chiese cosa sarebbe successo se avesse distrutto il sigillo, e il fantasma gli rispose che sarebbe stato libero di andarsene da quel luogo, se lo avesse fatto.

Quando Rassek gli chiese perchè non voleva distruggerlo, Vorador rispose che non aveva nessun interesse ad andarsene da quel luogo, visto che ciò che c’era all’esterno non aveva per lui nessuna attrattiva: tutto ciò che poteva vedere, l’aveva già visto. Tutto quello che poteva fare, l’aveva già fatto. Disse anche che, quando fu ucciso da Moebius, aveva quasi 5000 anni!

Rassek chiese al fantasma se stava nascondendo qualcosa, e lui rispose che considerava le menzogne una perdita di tempo. Se avesse voluto davvero distruggere il sigillo, avrebbe inviato la sua Idra a distruggerlo. Quando Torak gli fece notare che la sua Idra era stata uccisa da loro, Vorador disse che i suoi servitori avevano già provveduto a portare il suo corpo nel Santuario, dove il mostro sarebbe stato fatto risorgere.

Aramil disse che ora dovevano partire, visto che la radice di Ardi serviva urgentemente. Vorador augurò loro buon viaggio, dicendo anche che si sarebbe assicurato che il viaggio fino al limite del sigillo fosse sicuro per loro.

Si incamminarono, e videro che effettivamente il corpo dell’Idra era scomparso. L’unica traccia rimasta della creatura erano le sue teste, che ancora si trovavano al suolo.

Allora lasciarono la villa di Vorador, e rientrarono nella Palude…

Le Terre Selvagge 17ultima modifica: 2010-07-15T09:00:00+02:00da paolo61175
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