Il Wisterton 4

Alla vista dei Ghoul, Torak impugnò saldamente l’ascia e, lamentandosi del nuovo incontro con i Non Morti, si lanciò alla carica.

La battaglia fu breve, il solo Torak abbattè come una furia ben sei degli otto ghoul, mentre i restanti venivano abbattuti da Ilde. Gli altri membri del gruppo, nel frattempo, erano rimasti bloccati nella galleria dai due nani che combattevano davanti all’uscita.

 

Iniziarono ad esaminare velocemente la stanza, quando Torak sentì un rumore lontano provenire dall’altra parte della porta, il rumore provocato da qualcosa di metallico che colpisce una pietra.

Aramil, prima di varcare la porta, utilizzò un incantesimo per vedere cosa ci fosse oltre: l’elfo vide un breve corridoio, sul cui pavimento si trovava un altro simbolo magico identico a quello che avevano dissolto poco prima; il corridoio faceva una svolta e, dopo la svolta, Aramil vide una donna che stava scolpendo una statua. Aramil fece terminare il suo incantesimo, e riferì stupito ciò che aveva visto ai suoi compagni.

 

Decisero di andare a investigare sulla donna, quindi Aramil invitò Torak ad andare avanti, ricevendo commenti sul suo coraggio, e replicando che non era vigliaccheria ma fine strategia.

Perrcorsero il breve corridoio fino al simbolo, dove iniziarono a discutere sul da farsi, visto che nessuno di loro aveva intenzione di calpestare qualcosa di magico senza conoscerne gli effetti. Mentre discutevano il rumore cessò, e udirono dei passi leggeri venire verso di loro.

Immediatamente si voltarono verso il corridoio, e videro giungere dalla svolta la donna. Questa si fermò immediatamente prima del simbolo, e li guardò. Dopodichè li salutò.

 

Torak le chiese chi fosse, e cosa facesse in quel luogo, ricevendo come risposta che si chiamava Irene ed era una reclusa, imprigionata in quel luogo dal traditore Alexandròs, che sigillò il Castello secoli prima.

Dopodiche Torak le chiese cosa succedeva se calpestavano i simboli magici, e la donna disse che i Simboli impedivano il passaggio solamente ai vampiri, per tutti gli altri erano innocui.

La successiva domanda posta dal nano riguardava l’intruso, se lei lo avesse visto. Irene rispose dicendo che l’intruso era uno schifoso, puzzolente Ghast. Quanto al dove fosse andato, Irene chiese cosa ci guadagnava a rispondere a quella domanda.

Torak si lamentò del fatto che i morti andavano cremati, questo avrebbe sicuramene impedito il proliferare dei non-morti. Aramil, preoccupato dalla pericolosità dei Ghast, rispose che, se li avesse aiutati, avrebbero potuto provare a liberarla. Torak fece notare all’elfo che non avevano il tempo di liberarla, mentre Shintlara gli ricordava che, visto che Irene era imprigionata da un sigillo che a sua detta imprigionava solamente i vampiri, la ragazza era una vampira.

La vampira Irene comprese che non la avrebbero comunque liberata, quindi chiese un’altra cosa in cambio: una volta che avessero fermato l’intruso, sarebbero dovuti tornare a parlare un po’ con lei. Dopo un veloce consulto, accettarono la semplice richiesta della vampira, e lei disse loro che l’intruso aveva percorso il corridoio da cui loro erano giunti, ed era entrato nello studio. Siccome non l’avevano incontrato nella sala del tesoro, molto probabilmente era sceso dalla scala che conduceva nei sotterranei.

Torak, dopo aver detto ai suoi compagni di sbrigarsi, si voltò verso Irene e la ringraziò, dicendole che sarebbero ritornati. Irene si voltò e tornò alla sua scultura, mormorando un flebile addio.

 

Mentre tornavano in direzione dello studio, la luce del medaglione cambiò colore, diventando rossa!

 

Il Wisterton 4ultima modifica: 2010-08-17T09:00:00+02:00da paolo61175
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento