La Scelta

 

LA SCELTA

Il legionario era nervoso, mentre camminava diretto alla porta del Prefetto. Giunto davanti alla stessa, bussò e attese di sentire il permesso di entrare, prima di aprirla.

Ponzio Pilato era seduto alla sua scrivania, e leggeva i rapporti che gli erano stati inviati dai suoi uomini sparsi per la Giudea. Sdraiato accanto alla scrivania si trovava il vecchio cane del Governatore, che sentendo entrare il legionario aprì gli occhi e alzò la testa.

“Cosa vuoi, soldato?” – chiese Pilato – “Parla in fretta, ho molto da fare.”

“Signore, Caifa e il Sinedrio sono nel giardino, e vogliono parlare con lei.”

“Caifa e il Sinedrio?” – rispose Pilato alzandosi dalla sedia – “Ci mancavano anche loro, che Giove li fulmini! Che cosa vogliono?

“Hanno un prigioniero, Signore. Vogliono che sia giudicato dal Prefetto di Roma.

“Vogliono che sia io a giudicare un Giudeo? Da quando in qua sono così fedeli a Roma? Andiamo a vedere cosa vogliono.” Detto questo, Ponzio Pilato si incamminò verso il giardino, preceduto dal legionario.

 

Giunto nel giardino Pilato vide Caifa che, accompagnato dai sacerdoti e dagli anziani, teneva la corda con cui aveva legato il prigioniero, un uomo di circa trent’anni. Pilato si rivolse a Caifa e, indicando il prigioniero, chiese al Sommo Sacerdote di cosa fosse accusato quell’uomo. Quando il sacerdote rispose, Pilato fece portare dentro la prefettura il prigioniero, e si dedicò ad interrogarlo personalmente. Quando sentì le parole dell’uomo, uscì nuovamente per andare a parlare con i sacerdoti.

“Spiegatemi bene che cosa volete, Caifa.” – chiese Pilato rivolgendosi al Sommo Sacerdote – “Di cosa è accusato quell’uomo, di essere un seccatore? Se dovessi arrestare tutti i seccatori che ci sono in circolazione, le strade si svuoterebbero.”

“Quell’uomo ha bestemmiato, per cui deve essere punito severamente!” – fu la secca risposta del Sommo Sacerdote.

Pilato rientrò e raggiunse il prigioniero. “Mi dispiace,” – disse il Prefetto – “ma Caifa è il Sommo Sacerdote di Gerusalemme, e può crearmi troppi problemi, quindi devi essere punito.” Dopodichè Pilato si rivolse al legionario, e gli ordinò di far fustigare il prigioniero.

 

Quando il prigioniero gli fu riportato, Pilato lo portò nuovamente dai sacerdoti. “Ecco fatto, Caifa. Il prigioniero è stato severamente punito per il suo crimine.”

Caifa, guardando prima il prigioniero e poi Pilato, assunse un’espressione furiosa: “Costui, secondo la nostra legge, deve morire! Questa è la condanna che pretendo per lui!”

“Uccidere un seccatore perchè ha detto qualcosa di sbagliato? Secondo il mio giudizio, costui non merita la morte. Se tu pretendi la morte di quest’uomo, raduna il popolo davanti alla prefettura. È tradizione che venga graziato un criminale in occasione della Pasqua, e sarà il popolo a scegliere se quest’uomo deve morire o deve essere graziato.” – così dicendo Pilato rientrò nella prefettura, portandosi dietro il prigioniero.

Una volta dentro, rivolgendosi al prigioniero, gli disse: “Stai tranquillo, gli darò la scelta se graziare te o il brigante e assassino Barabba. La scelta sarà ovvia.”

 

Il prigioniero fu rinchiuso in una cella mentre la folla, incitata dai sacerdoti, si radunava davanti alla prefettura. I soldati romani, preoccupati per la folla che si stava radunando, piantonavano l’ingresso.

Quando il popolo si fu radunato, Pilato uscì sulla terrazza, e parlò: “Popolo di Giudea, secondo la tradizione, in occasione della Pasqua, la prefettura concede la grazia ad un prigioniero. Nel rispetto di questa tradizione, io ho scelto i due prigionieri tra cui voi dovrete scegliere. Uno di questi è Barabba, il brigante e assassino; l’altro è l’uomo chiamato Gesù di Nazareth. Chi volete che venga graziato, tra questi due uomini?”

Pilato fece un lieve sorriso, pensando che era riuscito ad incastrare Caiafa. Ma il sorriso durò solamente un istante, poiché il popolo chiese a gran voce la liberazione di Barabba. Sentendo questo, Pilato rientrò nella prefettura, pallido in volto.

“Ma come pensano, questi giudei?!?” – disse Pilato rivoltgendosi al cane che, sentendo il rumore proveniente dall’esterno, si era alzato – “Gli do la scelta se liberare un pericoloso assassino o un uomo che non ha fatto altro che parlare, e questi scelgono di liberare l’assassino?!?”

Pilato si sedette alla sua scrivania, e il cane si accucciò accanto a lui.

“Che cosa posso fare, adesso? Quell’uomo non ha fatto nulla di grave, e non si merita di essere condannato a morte. Se permetto questa condanna, diverrò un assassino. Ma se gli concedo la grazia, nonostante la scelta del popolo, Caiafa e i sacerdoti potrebbero fomentare una rivolta in Giudea, e a Roma pretenderebbero la mia testa. Che cosa posso fare?”

La Sceltaultima modifica: 2010-12-28T09:00:00+01:00da paolo61175
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